Film

Love, di Gaspar Noé

Alfonso Martino

L’eros è considerato un tema tabù: rappresenta qualcosa che provoca piacere e appagamento ma non è possibile parlarne apertamente per via del pudore e dello scandalo che può generare in determinati individui.

Per comprendere appieno la capacità dell’argomento di far discutere basta tornare indietro nel tempo di qualche anno, quando esordì il primo volume del caso editoriale di E.L. James, 50 Shades of Grey, da cui poi è stata tratta la saga cinematografica con protagonisti Jamie Dornan e Dakota Johnson.

L’opinione pubblica analizzò a fondo il caso letterario, confrontandolo successivamente con le pellicole: l’esito fu che il risultato trasposto sul grande schermo non si avvicinava alle descrizioni fatte dalla James dei momenti erotici, ricevendo grosse critiche dagli amanti della saga cartacea. Probabilmente i produttori hollywoodiani decisero che per monetizzare il più possibile e non rischiare il “vietato ai minori” fosse necessario limitare determinate scene.

Questa censura non viene attuata dal regista Gaspar Noé in Love, film del 2015 presentato al Festival di Cannes. La pellicola racconta la storia d’amore tra Murphy, regista americano trasferitosi a Parigi per trovare l’ispirazione giusta per il suo film, e Electra, aspirante pittrice in cerca di successo. Il montaggio della pellicola guida lo spettatore nella vicenda attraverso salti temporali che definiscono la relazione tra questi due personaggi, dettata dalle sostanze stupefacenti e dal sesso, motore che anima entrambi.

L’atto erotico è in particolare per Murphy una musa da inseguire. Suo obiettivo è quello di girare un film che riesca a trattare la sessualità in tutte le sue forme. Per usare le parole del protagonista: “sperma, sangue e lacrime.”

Il sesso per il regista assume due funzioni diverse: passionale quando è insieme ad Electra; strettamente carnale in presenza di altre donne. L’atteggiamento di Murphy cambia quando è Electra a provare nuove sensazioni, suscitando in lui una forte gelosia legata al bisogno di possedere.

La relazione tra i due artisti subirà un’inversione di rotta per via di una fantasia erotica che vogliono realizzare con la complicità di una ragazza bionda, rappresentata dalla nuova vicina di casa. La regia della scena rende l’atto sessuale un gesto sacro, di unione come nella serie delle sorelle Wachowski Sense8, e fa sentire lo spettatore all’interno della scena. I colori sono anch’essi protagonisti della pellicola, in particolare il rosso che esalta la passione nelle scene carnali.

I desideri fisici prenderanno di nuovo il sopravvento nell’americano, portandolo a tradire Electra con la vicina e a lasciarla inavvertitamente incinta, rovinando in maniera definitiva il rapporto con la pittrice. La rottura fa aprire gli occhi a Murphy, cosciente di aver perso una donna che lo amava davvero e che non ha ricevuto in cambio lo stesso tipo di sentimento. Il regista si ritrova ad espiare questo tradimento vivendo con una ragazza per cui non prova niente e a fare da padre a Gaspar, una creatura non voluta che gli ricorderà per sempre l’occasione persa con la precedente relazione, l’unica di valore in un mare di esperienze ricche di passione. Se in film come Blue Valentine di Derek Cianfrance l’origine delle crepe in una relazione è dovuta al tempo e all’emergere dei difetti in uno dei due partner, qui Noé mette il sesso sotto una lente d’ingrandimento rendendolo un bisogno primario senza cui è impossibile vivere ma che può indirizzare la vita su percorsi non decisi dall’individuo se non è tenuto sotto controllo.