Film

Recensione del film “Cena con delitto” di Rian Johnson

Alfonso Martino

Molto spesso i titoli delle pellicole che arrivano nelle nostre sale vengono riadattati per andare incontro alle esigenze del pubblico, alterandone il significato originale e, nel peggiore dei casi, banalizzandolo (esempio famoso è The Eternal Sunshine of Spotless Mind, tradotto in italiano con Se mi Lasci ti Cancello).

In questo caso la traduzione non risulta particolarmente fastidiosa poiché il titolo, Cena con Delitto, risulta pertinente al contesto.

Si comprende il titolo originale, Knives Out, durante il proseguimento della vicenda scritta e diretta da Rian Johnson, già noto al pubblicoper Star Wars: The Last Jedi.

Punto forte del film è la sceneggiatura, che analizza in maniera approfondita ogni singolo personaggio e rimanda a un certo tipo di tradizione giallistica, valorizzata anche da un cast di primo livello, che vede attori affermati come Chris Evans (Capitan America) e Daniel Craig (007) dividere la scena con colleghi più giovani come Katherine Langford (la Anna Baker di 13 Reasons Why) e Ana de Armas, candidata ai prossimi Golden Globes e che per tutta la durata della pellicola tiene testa ai veterani dello schermo citati prima.

Le citazioni ad Agatha Christie e ai romanzi gialli risiedono in particolare nell’ eccentrico ispettore Blanc, personaggio interpretato da Daniel Craig, che ricorda la figura del più celebre ispettore Poirot; nell’intreccio della trama, che prende i crismi di questo genere letterario e li traspone sul grande schermo: una grande casa aristocratica, in cui tutti i personaggi sembrano colpevoli e un ispettore pronto a sbrogliare la matassa. Sembra di osservare una gigantesca partita di Cluedo, in cui Johnson inserisce un contesto contemporaneo e tratta temi d’attualità come l’immigrazione, la politica attuata da Trump che rispecchia una fetta dell’elettorato americano e l’ipocrisia di un certo tipo di borghesia che, raggiunto un elevato benessere economico, ha dimenticato valori importanti come la giustizia e l’onestà presenti nel personaggio della de Armas.

Il film non si prende troppo sul serio grazie a diversi momenti comici, dati in particolare dall’ispettore Blanc; la regia si mantiene sugli alti livelli della sceneggiatura, diventando a tratti più frenetica nelle scene d’azione e a tratti più concitata durante gli interrogatori condotti dall’ispettore che permettono allo spettatore di conoscere ognuno dei sospettati e di farsi un’idea su chi sia il colpevole. Il montaggio è parte integrante della pellicola ed è molto curato e fluido come la regia, non risultando pesante all’occhio di chi guarda.

A ridosso delle festività natalizie, questo film risulterà un intrattenimento intelligente sia per gli appassionati della sala, che apprezzeranno oltre al comparto tecnico le interpretazioni di alcuni attori usciti dalla loro comfort zone come Daniel Craig e Chris Evans, sia per coloro che cercano un modo per passare un paio d’ore in maniera alternativa e che usciranno dalla sala confrontandosi sulle diverse teorie legate al caso appena visto.