Lo scenario

Riflessioni sul mondo in copertina

Foto di Ali Shah Lakhani su Unsplash

Testo di Lucia Vitale

A cavallo tra il vecchio e il nuovo anno, ci si trova sempre a fare i conti con il passato, a tirare le somme del presente e a proiettarsi nel futuro. È un momento assai peculiare della fine del calendario solare, in cui risulta naturale, più che in altri periodi dell’anno, l’essere inclini alla riflessione e alla speranza. Qui c’è da aggiungere che il 2020 è stato l’anno della riflessione per eccellenza, l’anno di vita sospesa, in cui siamo stati tutti o quasi tutti perennemente in attesa del cambiamento e della fine di questa maledetta pandemia.

Quale è allora il vostro punto di partenza o meglio di ripartenza del 2021?

Io avrei pensato di fare un giro del mondo attraverso le copertine di alcuni dei più famosi settimanali. Quale è il loro punto di ripartenza?
“Il Venerdì” di Repubblica ha ben pensato di ripartire dalla cultura, dedicando la sua copertina, in palese stile Time, all’UOMO DELL’ANNO. Ma chi è l’uomo dell’anno italiano? Beh, il Sommo Poeta no? Perché nel 2021 ricorrono i sette secoli dalla sua morte che ci si aspetta di festeggiare vistosamente. Ripartire dalla cultura e dall’arte in tutte le sue forme sembra essere un buon punto di ripartenza, su cui vale la pena soffermarsi, perché si spera che esse riacquistino il posto che gli spetta all’interno della società.

“Il venerdì” di Repubblica
31 Dicembre 2020 – n° 1711

Ma veniamo al resto del mondo. Tra le altre copertine selezionate, il “Time” riparte, invece, da un uomo ancora in vita. Il suo uomo dell’anno è, senza dubbio, il nuovo presidente Joe Biden, che ha scelto di essere affiancato alla presidenza dalla senatrice di origini jamaicane e indiane Kamala Harris (la prima donna della storia a essere eletta vice-presidentessa negli USA). È proprio in queste due figure che gli americani ripongono le loro speranze. Sulla copertina è possibile, infatti, leggere “Changing America’s Story”. Il futuro degli Stati Uniti, dopo un anno all’insegna di problematiche legate non solo alla pandemia e alla crisi finanziaria che ne è derivata, ma alla crisi ambientale e al razzismo istituzionale, è affidato alla politica, al nuovo presidente e alla sua nuova spalla destra.

“Time”
21 Dicembre 2020 – vol. 196, n° 23


“Ils vont déconfier” è il future proche di uno “sconfinare”, di un “rompere i confini” metaforico, cioè indica un’azione che va a collocarsi in un futuro molto vicino (almeno si spera) . Il verbo è alla terza persona plurale ma, come vediamo, sulla copertina de’ L’OBS appare solo il profilo di una donna: si tratta nuovamente di Kamala Harris. Questa volta, una copertina tutta al femminile dà l’idea di come la fiducia sia riposta nel genere femminile e nella fetta di popolo che questa grande donna andrà a rappresentare.

“L’OBS”
23 Dicembre 2020 – n° 2930-2931


Per concludere, l’ultima copertina che vale la pena menzionare è l’ultimo numero del tedesco “SZ-Magazin”. La Germania riparte da un semplice pensiero “Ein Jahr, das wir niemals vergessen werden“ (“Un anno che non dimenticheremo mai”).

“SZ-Magazin”
31 Dicembre 2020 – n°53

Io dico che il 2020 sarà pure stato un anno terribile, ma non così terribile se paragonato ad altri episodi della storia dell’umanità come la peste del 1348. E, se mettiamo da parte le teorie negazioniste che hanno contribuito ancor di più alla confusione e all’infodemia dilagante, non si possono negare i passi da gigante compiuti dalla scienza, che hanno permesso nel giro di un tempo relativamente breve (considerando che il virus era sconosciuto un anno fa) di trovare un vaccino per prevenirlo. Le cose miglioreranno e possiamo iniziare a tirare un sospiro di sollievo. L’ottimismo, inteso come quell’attitudine nel considerare, soprattutto, il lato positivo delle situazioni, è legittimissimo perché il mondo si sta attrezzando. Mentre la speranza, intesa come sentimento di fiducia nell’avvenire, quella non ci abbandonerà mai, in quanto fa parte della nostra sfera emotiva senza la quale l’essere umano non esisterebbe.